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L'ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO E GLI INTERVENTI
DELLA REGIONE LOMBARDIA IN MATERIA DI BENI CULTURALI
di Rosa Maria Carinci
Mentre ancora andiamo
riflettendo sulle recenti iniziative del governo in materia di beni
culturali e sulla loro possibile e indiscriminata alienazione, può
capitarci, passeggiando in una serata della Milano di inizio estate, di
imbatterci in uno dei tanti cantieri aperti e di porci interessanti
interrogativi sulla descrizione dei lavori in corso. Ma cosa si sta
facendo in ambito di Beni Culturali al livello più specifico e a noi
vicino del territorio milanese e lombardo?
Tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione
Lombardia esiste una convenzione: l’Accordo di Programma Quadro in
materia di Beni Culturali, sottoscritto il 26 maggio 1999. Tale Accordo
prevedeva 16 interventi ai quali se ne sono aggiunti altri 15 con l’Atto
integrativo firmato l’11 aprile scorso.
Tra gli interventi legati all’ambito archeologico, oltre alla ormai
nota unificazione delle Sezioni delle Civiche Raccolte Archeologiche
presso un padiglione dell’ex-Ansaldo, segnaliamo la realizzazione del
Parco archeologico di Cividate Camuno (inaugurato il 31 marzo scorso),
che ha interessato l’area archeologica comprendente il teatro e
l’anfiteatro di Civitas Camonorum, capitale della Valcamonica in età
romana: l’importanza di Cividate è testimoniata dalla presenta di
imponenti opere, ville private e costruzioni pubbliche quali il foro, le
terme, vari templi e, appunto, teatro e anfiteatro. Il progetto ha
riportato in luce un intero quartiere della città e ha permesso di
realizzare un percorso di visita riguardante ritrovamenti considerati
“d’eccezione” anche per lo straordinario stato di conservazione delle
strutture originali. Un successivo intervento prevede già ulteriori
opere di valorizzazione e gestione delle risorse archeologiche della
Media Valcamonica riferibili all’età romana.
Di nostro diretto interesse è anche l’intervento relativo al Parco
archeologico “Anfiteatro Romano” a Milano, nel quartiere Ticinese/De
Amicis, tra via Arena e Via Conca del Naviglio. Esso ha visto lo scavo
stratigrafico volto ad individuare parte delle strutture dell’anfiteatro
(nella sua interezza esso era di poco più grande dell’Arena di Verona) e
a metterne in luce le teste dei muri di fondazione; le strutture murarie,
in precario stato di conservazione, richiedono accurate operazioni di
restauro conservativo. L’opera viene completata con la sistemazione a
verde e la realizzazione di percorsi con panchine e supporti didattici.
Passando a diverso argomento va sottolineato l’importante progetto di
creazione e implementazione di sistemi informativi integrati
Stato-Regione sviluppato in vari interventi: innanzitutto, quelli di
carattere più squisitamente “bibliotecario”, il completamento dei lavori
alla Mediateca di Santa Teresa, la progettazione della Grande Biblioteca
di Milano (BEIC – Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), e il
coordinamento delle biblioteche milanesi, con particolare riferimento a
quelle di interesso storico-artistico.
Soffermandoci sui primi due casi, nel primo si tratta della conclusione
dei lavori relativi al recupero della ex Chiesa di San Giuseppe e Santa
Teresa in Via Moscova 30, di fatto un progetto finalizzato non soltanto
alla sezione digitale della Biblioteca Nazionale Braidense, ma alla
creazione di una vera e propria biblioteca “senza libri”, centro di
raccolta, catalogazione e consultazione di tutto il sapere disponibile
su reti informatiche e dei prodotti dell’editoria elettronica.
Particolare di non poco rilievo è dato dalla collaborazione con
biblioteche italiane ed estere per la conversione su supporto digitale
di documenti cartacei appartenenti a fondi o collezioni la cui rarità,
antichità ed unicità richiedano speciale cautela nella consultazione.
Il progetto BEIC, la Grande Biblioteca di Milano, ha invece come oggetto
una imponente struttura di importanza nazionale ed europea che sorgerà
nell’area dell’ex scalo ferroviario di Porta Vittoria e la cui apertura
è prevista per il 2008, ma che offrirà alcuni servizi in rete già dal
2007. Nelle previsioni essa sarà dotata di 900 mila libri e 2750
periodici a scaffale aperto al pubblico, 150 mila audiovisivi e circa 4
milioni di volumi disponibili a magazzino con 3700 posti di
consultazione, in gran parte forniti di attrezzature multimediali e
info-telematiche.
In area affine, il sistema integrato di descrizione archivistica sul
web, che renderà possibile consultare on line la descrizione del
patrimonio archivistico locale regionale, per una riscoperta della
storia e delle identità del territorio.
Da ultimo il SIRBeC (Sistema Informativo Regionale Beni Culturali) che
con la carta del rischio del Patrimonio culturale offrirà lo strumento
più avanzato per la previsione territoriale del rischio relativo a
complessi architettonici, archeologici e di pregio ambientale e questo
attraverso decine di banche dati interconnesse con proiezioni
cartografiche interattive, nell’ottica di un efficace intervento ex
ante, la cosiddetta “conservazione programmata”.
Ma il cuore della città ha assistito ed assiste anche ad altre
iniziative di maggiore visibilità comprese nell’Accordo di Programma
Quadro: “La passeggiata delle Merlate”, sviluppo dei camminamenti
coperti e dei passaggi all’interno delle Torri al livello, appunto,
delle Merlate del Castello Sforzesco, un percorso ricostruito totalmente
con impostazione medievalizzante, al fine di rendere fruibile al
pubblico in maniera “suggestiva” una parte del Castello prima
inaccessibile; il restauro del Civico Acquario di Milano, unica
testimonianza edilizia dell’Esposizione Universale del 1906 ed
interessante esempio di liberty milanese, prevede un ampliamento della
superficie utile che avverrà in corrispondenza dell’emiciclo posteriore
con un totale rifacimento della sala ellittica e la sostituzione di
tutte le vasche, mentre un ulteriore recupero di spazi interesserà anche
il primo piano e particolari attenzioni saranno riservate a biblioteca e
sala auditorium: tutto in risposta al crescente articolarsi delle varie
funzioni e delle attività di ricerca dell’Acquario, anche nel suo
importante ruolo di Stazione Idrobiologica.
Numerosi gli altri interventi previsti, in ambito cittadino e regionale,
tra quelli “milanesi” compresi nell’Atto integrativo segnaliamo il
recupero edilizio e il restauro conservativo dell’Abbazia di Chiaravalle.
La lista completa degli
interventi ed informazioni più dettagliate su ciascuno di essi sono
reperibili all’indirizzo
www.lombardiacultura.it/progettiElenco.cfm.
I dettagli sulla Carta del Rischio del patrimonio culturale in
www.lombardiacultura.it/osservatorio/upload/ricerche/12256/cartarischio.pdf.
LA PROGRAMMAZIONE
NEGOZIATA E I SUOI STRUMENTI
Cos’è la programmazione negoziata? Essa ha come finalità la promozione e
lo sviluppo del territorio attraverso la collaborazione tra le
istituzioni e le parti sociali coinvolte nei progetti a vario titolo.
Può avvalersi di diversi strumenti: l’Intesa Istituzionale di Programma,
sottoscritta tra Stato e Regione, l’Accordo di Programma Quadro, che ne
rappresenta il principale strumento di attuazione e stabilisce con
precisione le modalità, i tempi, i soggetti, le responsabilità, le
risorse finanziarie e le procedure di monitoraggio degli interventi
previsti. Vi sono poi altri strumenti più operativi quali Patti
territoriali, Contratti di programma, Contratti di area, Accordi di
programma, altre tipologie negoziali (convenzioni, protocolli d’intesa,
etc.).
In ambito di beni ed attività culturali, la Regione Lombardia ha
attivato diversi strumenti della programmazione negoziata: l’Intesa
Istituzionale di Programma, nella quale si stabiliscono, tra Stato e
Regione, gli obiettivi da conseguire e i settori nei quali è
indispensabile una programmazione congiunta pluriennale e,
conseguentemente, l’Accordo di Programma Quadro in materia di Beni
Culturali. A livello di programmazione operativa, invece, la Regione
Lombardia si è avvalsa degli Accordi di Programma e delle Sessioni
tematiche dei Tavoli Territoriali dedicate ai beni, attività e servizi
culturali.
I settori di intervento specificamente individuati dall’Accordo di
Programma Quadro sono quelli della «conservazione e valorizzazione del
patrimonio archeologico, architettonico, artistico, storico, librario e
archivistico». L’Accordo ha durata sino al completamento delle opere
previste e si presenta come uno strumento di programmazione aperto e
flessibile, con la possibilità di aggiungere, rimodulare e inserire
nuovi interventi.
Per un approfondimento sulle
fonti normative:
Legge 662/1996; Intesa Istituzionale di Programma della Lombardia (3
marzo 1999); Accordo di Programma Quadro in materia di Beni Culturali
fra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione
Lombardia (26 maggio 1999); Legge regionale 14/1993 modificata con Legge
regionale 2/2003; Delibera della Giunta Regionale 11702 del 23/12/2002;
Atto integrativo dell’Accordo di Programma Quadro in materia di Beni
Culturali (11 aprile 2003).
Tutti i testi sono reperibili presso la Regione Lombardia – Piazza IV
Novembre 5, 02/67652699.