da Fragmenta numeroCINQUE ottobreduemilatre
CAMPAGNA DI SCAVO A TUSCANIA
di Mariangela Punzi
Dal 14 luglio al 10
agosto di quest'anno si è tenuta a Tuscania, in provincia di Viterbo, la
III campagna di scavo in località Pian di Mola, a cui hanno partecipato
diversi nostri soci. La ricerca, condotta in collaborazione con la
Soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale, ha interessato la necropoli etrusca
databile, allo stato attuale degli studi, al VI secolo a.C.
I lavori si
sono concentrati sul lato orientale del pianoro, prospiciente la valle
del Marta.
L'obiettivo è di documentare e valorizzare in modo organico la
necropoli, che si sviluppa su gradoni lungo i pendii del pianoro. A tale
scopo i responsabili, in accordo con la Soprintendenza, hanno deciso di
indagare altre quattro tombe di cui si conosceva l'esistenza. Nel corso
dei lavori è venuta alla luce una quinta tomba, non individuata in
precedenza, che si è aggiunta al progetto iniziale di studio. Quattro di
queste tombe si trovano sul gradone più basso, una su quello superiore,
dove è stata iniziata anche la pulitura del tetto di una tomba con
facciata decorata, indagata l'anno precedente, per stabilire la
tipologia del monumento; in particolare si deve definire se si tratti
di tomba a dado o semidado, e se siano rimaste tracce dei riti cultuali
dedicati ai defunti.
Ad una prima lettura dei dati si tratta di tombe a una o due camere,
scavate nel banco di roccia tufacea, disposte in asse, con dromos
centrale e i letti, anch'essi ricavati nella pietra, addossati ai lati e
sul fondo della camera. I letti presentano le sponde e i cuscini
sagomati, detti semilunati. In alcuni casi sono scolpiti in rilievo
anche i piedi dei letti. Tutte le tombe studiate sono state violate e
saccheggiate nel corso del tempo, inoltre nell'area della necropoli sono
state individuate tracce di riutilizzo degli ambienti in epoca
cristiana. Sembra si possano far risalire al VI secolo anche le tombe
indagate durante la campagna di scavo 2003, ma dati più precisi potranno
venire dallo studio del materiale rinvenuto e attualmente conservato al
Museo Archeologico di Tuscania. L'organizzazione e la direzione del
campo è stata condotta da un affiatato gruppo di volontari G.A.I. affiancati dal G.A. Tuscaniense, che ha fornito un
valido supporto logistico e messo a disposizione la sua conoscenza del
territorio di Tuscania. Costanti sono stati l'attenzione e il sostegno
della Soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale e dei suoi
rappresentanti sul cantiere.
Hanno partecipato un'ottantina di volontari, provenienti da tutta
Italia, che si sono avvicendati nel corso dei due turni previsti;
significativa la partecipazione di volontari stranieri, giunti fin dalla
lontana Australia, e il ritorno di molti partecipanti degli anni scorsi.
In questo terzo anno di attività si è percepita una certa curiosità da
parte della gente del posto per la nostra attività, speriamo che questo
possa portare, in futuro, ad un maggiore coinvolgimento della comunità
locale.