da Fragmenta numeroSEI febbraioduemilaquattro
ARCHEOLOGIA IN RETE
UNA VISITA AL CASTELLO SFORZESCO
di Alberto Rovida
Nella nostra panoramica di siti Internet che trattano di temi
archeologici, focalizziamo la nostra attenzione, in questo numero di
Fragmenta, su un sito che per i contenuti e per le attività… che
presenta, si propone come uno dei più importanti e significativi per la
realtà culturale milanese: il sito del Castello Sforzesco.
Al sito si accede digitando l'indirizzo
www.milanocastello.it che apre una pagina introduttiva con
immagini sfumate e in dissolvenza del famoso monumento; da questa pagina
si può accedere alle singole sezioni in cui è suddiviso il sito, ognuna
delle quali tratta una specifica area di interesse: la storia del
monumento, la visita virtuale, cultura e spettacolo, informazioni
generali e, inoltre, una sezione relativa ai collegamenti ("links") con
altri siti di interesse sull'argomento.
La nostra navigazione inizia dalla sezione "visita virtuale" che simula
un itinerario di visita al monumento e al patrimonio artistico e
culturale delle raccolte, organizzato e suddiviso nelle seguenti sezioni
in funzione delle aree tematiche di esposizione e della loro
dislocazione e allestimento:
- Il monumento storico
- Musei d'Arte Antica
- Raccolta dei mobili e Pinacoteca
- Museo delle Arti Decorative e Museo degli Strumenti Musicali
- Museo Preistorico e Museo Egizio
- Rivellino, strada coperta della Ghirlanda e merlate
A questo punto si dovrebbero fare alcuni
considerazioni critiche sugli obiettivi che si propongono i siti di
"visita virtuale" che in generale oscillano tra due estremi che sono il
fornire informazioni molto succinte, ma mirate, sul patrimonio fruibile
con l'obiettivo di incuriosire e stimolare la visita, fino a proporsi
come succedanei delle guide turistiche con descrizioni molto
dettagliate, senza che però questo consenta al visitatore che desidera
approfondire, di rinunciare alla guida cartacea che presenta l'indubbio
vantaggio di essere consultabile anche in loco, a meno di dotare il
museo di postazioni Internet.
Il sito del Castello si colloca un po' a metà strada tra i due estremi
citati, ma le sezioni museali in cui è suddivisa la visita virtuale, pur
presentando una impostazione abbastanza simile con una mappa di accesso
dove è presentata una pianta degli spazi espositivi, presentano un
livello di approfondimento molto differente.
La sezione più dettagliata e anche meglio strutturata è proprio quella
del Museo Archeologico Preistorico ed Egizio, dove la descrizione,
arricchita da fotografie, è coerente con il percorso museale proposto
che prevede, per la sezione preistorica, una suddivisione per epoche
(neolitico, età del bronzo, età del ferro) con enfatizzazione sui
reperti più significativi (culture della Scamozzina, di Golasecca, tomba
di sesto Calende...)
La sezione egizia è invece suddivisa per argomenti (scrittura, faraone,
dei e culti, vita quotidiana, riti funerari e gli scavi di Achille
Vogliano a Medinet Madi) dove anche qui il filo conduttore
all'illustrazione è l'interpretazione dei principali pezzi esposti.
Nel complesso l'itinerario meno soddisfacente della visita virtuale
riguarda le raccolte di arte applicata e strumenti musicali; solo una
misera pagina di sintesi per una esposizione che ha sicuramente alcune
caratteristiche di unicità ci sembra veramente pochino...
Per concludere la nostra visita virtuale, un cenno lo meritano le
sezioni "Musei di arte antica" e la Pinacoteca; entrambe presentano una
pregevole illustrazione delle sale ma i "Musei di arte antica", sono
penalizzati dall'accesso tramite selezione da una mappa che presenta
solo i numeri delle sale; e, come fa, a questo punto, il nostro
navigatore interessato alla Pietà Rondanini piuttosto che alla maestosa
Sala Verde, a sapere a quale numero corrispondono, considerando che il
sito è sprovvisto di motore di ricerca?
Infine, un brevissimo cenno, sugli altri argomenti trattati nel sito tra
i quali sicuramente interessante per la consultazione da parte del
visitatore turista la sezione "cultura e spettacolo" che fornisce
informazioni su servizi didattici, percorsi culturali, eventi di varia
tipologia e anche un cenno sulla esistenza di un bookshop, che nel
panorama librario milanese che abbiamo definito nello scorso numero di
Fragmenta, costituisce un riferimento di rilievo.