da Fragmenta numeroSEI febbraioduemilaquattro
COLLOQUIO CON LA DOTTORESSA DONATELLA
CAPORUSSO
DIRETTRICE DEL CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO
a cura di Elena Nuzzo
Abbiamo parlato con Donatella Caporusso, Direttrice del Museo
Archeologico di Milano, di alcune interessanti novità che si profilano
nel futuro dell'istituzione museale milanese.
Le Raccolte Archeologiche milanesi saranno coinvolte nel progetto
Ansaldo, ovvero la creazione di un nuovo grande polo museale - la
cosiddetta Città delle Culture - nell'area dell'ex fabbrica Ansaldo di
via Bergognone. Può ricordarci brevemente che cosa prevede questo
progetto per quanto riguarda il Museo Archeologico?
Il patrimonio archeologico comunale sarà suddiviso in due musei,
diversi e complementari. Quello dell'Ansaldo, esteso su una superficie
di circa 12.000 metri quadri, si configurerà come sede espositiva per
l'archeologia generale, con varie sezioni rispettivamente dedicate alla
preistoria, all'Egitto, al Mediterraneo antico e all'area
siro-mesopotamica, alla Grecia e Magna Grecia, all'Etruria.
L'esposizione sarà preceduta da un'ampia sezione introduttiva, dedicata
alle tecniche dell'indagine archeologica e alle scienze che forniscono
il necessario supporto alla ricerca. La sede storica del museo, situata
presso il Monastero Maggiore in corso Magenta 15, sarà ampliata in via
Nirone fino a raggiungere un'estensione totale di circa 2500 metri
quadri. Qui saranno ospitati i materiali milanesi di età romana e
altomedievale, in connessione con le imponenti strutture delle mura
romane, visitabili nel giardino. Il museo sarà intitolato Milano e il
suo territorio, dalla romanità all'altomedioevo.
È già stata fissata una data indicativa per lo
spostamento delle raccolte archeologiche nella Città delle Culture?
No, anche perché il progetto Ansaldo prevede che il primo passo sia
l'allestimento del museo etnografico; solo dopo si passerà a quello
archeologico. Qualsiasi previsione sui tempi sarebbe dunque troppo vaga
e inaffidabile.
Passando invece a una novità probabilmente più
vicina nel tempo, tra breve entrerà in vigore il biglietto a pagamento.
Siete già pronti?
Grosso modo sì, dal momento che le attrezzature necessarie già ci
sono e le stanno predisponendo per il funzionamento: parlo soprattutto
del bancone e dell'attacco informatizzato (perché naturalmente la
biglietteria sarà computerizzata). Insomma, tutte le operazioni
preliminari sono state fatte. Si è deciso di cominciare con il biglietto
a pagamento in pochi musei, quelli in qualche modo già predisposti; il
museo archeologico è uno di questi, pertanto saremo tra i primi a
partire.
Quale tariffa è stata stabilita per il Museo
Archeologico?
Per quanto riguarda le tariffe, si è deciso di tenerle piuttosto
basse. Quella massima per chi paga intero dovrebbe essere di tre euro.
Chi, invece, non pagherà il prezzo intero?
Abbiamo cercato di prevedere il maggior numero possibile di
riduzioni ed esenzioni. Sarà consentito l'ingresso gratuito a studenti,
scuole con insegnanti d'accompagnamento, studiosi con lettere
d'autorizzazione della direzione e associazioni che abbiano un fine
culturale divulgativo e che siano collegate in qualche modo al museo. E
poi ci saranno ovviamente i biglietti a prezzo ridotto per i visitatori
minorenni e per quelli sopra i sessant'anni.
Sono previsti biglietti cumulativi?
Su questo si sta lavorando: sono state fatte alcune riunioni per
discuterne, ma non è ancora uscito nulla di definitivo, anche perché
stiamo adesso faticosamente attrezzandoci per la biglietteria. In
effetti, però, si è proposto di creare specifici "pacchetti", come per
esempio un biglietto valido tutto l'anno che consenta di visitare più
volte il museo: invece di regalare un libro, uno regala l'ingresso a un
museo. Un'altra idea era quella di un biglietto valido per più musei e
per un periodo lungo. Insomma stiamo studiando varie possibilità per
cercare di ridurre il più possibile l'impatto sul pubblico dell'entrata
a pagamento.
Sono in programma altri cambiamenti in
concomitanza con l'introduzione del biglietto, per esempio negli orari o
nei giorni di apertura?
No, gli orari sono sempre gli stessi e i giorni anche.
E per quanto riguarda il personale?
In effetti c'è stato un aumento di settanta custodi, anche in
previsione di questa novità, per cercare di organizzarsi e tenere aperte
tutte le sezioni. Del resto, se i visitatori pagano l'ingresso, è chiaro
che bisogna offrire loro la possibilità di vedere l'intero museo, senza
il rischio che alcune sezioni o sale siano chiuse.
I proventi della vendita dei biglietti saranno
destinati al museo?
No, i proventi non vanno al museo, ma alla Civica Ragioneria, cioè
al comune. Il museo non gestisce direttamente i fondi derivanti dalla
vendita dei biglietti. Del resto è quanto accade anche per le strutture
museali dipendenti dallo stato.
Quello di Milano è un caso unico, oppure il
provvedimento è stato adottato anche da altre città italiane?
Sì, quasi tutte; direi che l'ingresso gratuito per i musei civici di
Milano era un caso abbastanza unico. In alcune città le biglietterie
sono solo per i turisti, mentre i residenti non pagano. D'altra parte a
Milano far pagare il biglietto solo ai turisti non porterebbe a grandi
entrate, dato che qui non c'è molto turismo culturale. Il bacino
d'utenza del museo è prevalentemente locale.
Avete raccolto qualche dato in proposito?
Al museo abbiamo fatto alcuni controlli, sulla base di questionari,
durante il fine settimana. Ne è risultato un flusso di quarantamila
visitatori adulti, oltre a circa trentamila legati alle scuole. Dei
quarantamila la metà è costituita da individui giovani, con un'età media
tra i venticinque e i quarant'anni: una cosa, questa, che non mi
aspettavo. Come provenienza, grosso modo una metà dei quarantamila
visitatori adulti è formata da italiani, l'altra metà da stranieri,
prevalentemente anglofoni. Infatti adesso stiamo lavorando molto sui
pannelli bilingui. Quindi, tutto sommato, abbiamo anche un buon numero
di turisti che visitano il museo archeologico.
Ho letto che, secondo uno studio del Settore
Cultura e Musei del Comune, l'introduzione del biglietto a pagamento
ridurrà il numero dei visitatori di almeno il 35%. Mi conferma che sono
state fatte indagini di questo tipo?
Sì certo e ci aspettiamo senz'altro una flessione, anche se forse
non così forte. Il calo dei visitatori riguarderà soprattutto i
residenti, dato che i turisti sono abituati a visitare i musei a
pagamento. Per gli studenti ovviamente non cambierà nulla, dal momento
che continueranno a entrare gratis.
Avete qualche idea per arginare questo problema
del calo delle visite?
Certamente: siamo consapevoli che è necessario correre ai ripari e
trovare qualcosa che possa attirare i visitatori "a rischio". Per
esempio per l'anno prossimo abbiamo in programma una serie d'incontri,
qui presso il museo, in collaborazione con il Teatro Arsenale. Gli
attori organizzeranno visite guidate particolari di alcune sezioni,
accompagnandole con la lettura di brani dell'Eneide che siano in qualche
modo ricollegabili a quanto esposto. L'anno scorso abbiamo fatto due
spettacoli di questo tipo in concomitanza con l'apertura di una mostra
sul teatro greco, e hanno riscosso un vero successo.
Il calo delle visite è senz'altro il lato
negativo dell'introduzione del biglietto a pagamento. Quali potrebbero
essere, invece, i risvolti positivi?
Diciamo che questo è sicuramente uno stimolo a migliorare la qualità
delle esposizioni. Un visitatore che paga l'ingresso esige uno standard
qualitativo piuttosto alto e non accetta, per esempio, di trovare aperte
soltanto alcune sezioni del museo. La novità del biglietto stimola
quindi una riflessione, nel tentativo di offrire un prodotto che sia il
migliore possibile. Sempre, ovviamente, nei limiti dei finanziamenti che
si hanno a disposizione.